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venerdì 17 gennaio 2014

3D3 2012 a El Alma del Vino

Ieri arriva un twit intanto che guidavo verso Barcelona: la bottiglia stappata a Bilbao da Juan Cuatrecases da un risultato che ci riempie d'orgoglio. Il 3D3 degustato da uno dei piú attivi e onesti catadores che seguo ha regalato sensazioni pure: Juan ha colto la passione e l'essenza del nostro 3D3 2012... un piacere leggere il suo post e il suo entusiasmo nel descrivere il risultato del nostro lavoro.
Godetevi la lettura!
Grazie Juan!

http://almavinocuatre.blogspot.com.es/2014/01/bernavi-3d3-negre-jove-2012.html?m=1


domenica 28 ottobre 2012

Obiettivo: Pazienza!

Quante settimane sono passate da quando abbiamo raccolto le uve per il 3D3? Ho praticamente perso il conto...e ancora rimaneva una buona superficie da vendemmiare...eppure sono uve a bacca rossa...ma l' obbiettivo era completamente diverso: bisognava pazientare!
Abbiamo controllato giorno dopo giorno tutte le varietà che ci aiuteranno a produrre i vini che destineremo all' invecchiamento in botte. Cercavamo una maturazione piena, sfidando l' accumulo di zuccheri e stando attenti a non perdere l' equilibrio acido perché i vini possano vivere a lungo. Cercavamo oltre la maturazione tecnologica una maturazione fenolica piena: colore, tannini dolci, estrazione aromatica importante. Per fare questo abbiamo orientato il navigatore sull' obbiettivo pazienza.
Finalmente, analizzando mosti e assaggiando acini quotidianamente, le uve hanno iniziato a rispondere e la nostra pazienza é stata ripagata. E' fantastico vedere come le viti oltre un certo livello di accumulo cambiano il destino dei loro sforzi e si concentrano su tutti quei parametri qualitativi che si possono apprezzare all' analisi sensoriale degli acini. Questi diventano leggermente piú plastici ma senza perdere turgore, le bucce si rilassano e l' estrazione di colore aumenta, la polpa assume aromi importanti, persistenti, i vinaccioli diventano sempre piú dolci e i loro tannini ricordano quelli del legno tostato.
Con un occhio all' evoluzione dei dati analitici e con il cuore esposto alle emozioni dei risultati delle analisi sensoriali abbiamo deciso scrupolosamente la data di vendemmia di ogni partita varietale e le migliori sono state fermentate in un tino troncoconico di rovere e con cappello sommerso. Ancora una volta la maturazione fenolica raggiunta dalle uve ha richiesto protocolli di vinificazione ad hoc per ognuna di esse, con delestage iniziali, rimontaggi frequenti e macerazioni lunghe, fino a che le bucce hanno potuto cedere ogni sensazione al vino che si stava plasmando.
Pazienza in vigna e pazienza in cantina, ma le varietà piú tardive come i Cabernet, la Cariñena e il Morenillo hanno respirato l' aria d' ottobre e solo due giorni fa abbiamo svinato l' ultimo deposito. Le sensazioni che ci hanno regalato queste ultime vinificazioni sono state intense, la cura con cui abbiamo cercato di rispettare ogni varietà credo che darà i suoi buoni frutti. Un' annata difficile climatologicamente, dove la gestione agronomica delle vigne ha fatto la differenza. Per darci la ultima prova di forza, il cielo ci ha anche regalato una bella pioggia a inizi ottobre che ha sfidato l' integrità delle ultime e stanche piante da raccogliere, ma ce l' abbiamo fatta: la vendemmia 2012 é tutta a casa adesso e i nostri vini sono pronti per l' affinamento ... e qui ci sarà un altro tocco d' interpretazione del terroir!

In vino vivendo...continua!

 

martedì 9 ottobre 2012

1... 2... 3D3 !!!

Guidati da una serie incessante di campionamenti e di assaggi abbiamo oltrepassato ormai abbondantemente la metà del mese; allora ci fermiamo un attimo a respirare un po’ di aria di settembre, anche noi insieme alle nostre uve.

Perché la vendemmia delle varietà piú precoci è stata veramente complessa in questa campagna 2012, ma alla fine siamo riusciti a entrare in questo mese tanto atteso, dove le temperature diurne si smorzano, il sole si mantiene tiepido e l’ aria fresca notturna da’ il tocco da maestro: la maturazione delle uve a bacca rossa precoci è piena e con una carica di emozioni da regalare interessantissima!

Il primo ad essere vendemmiato è il Merlot in una parcella esposta in pieno ai venti freschi delle notti di settembre: acini turgidi, bucce e vinaccioli dolci, polpa dolcissima e fresca… maturazioni tecnologica e fenolica correttissime!
Siamo ai primi di settembre e ancora il sole nelle ore centrali della giornata ci riscalda un po’ troppo e vogliamo portare il nostro merlot in cantina rapidamente: è al punto giusto! Quindi, animati ancora dalla vendemmia della Notte Bianca non mettiamo a dormire le lampade “mentali” e in una notte fresca vendemmiamo la nostra parcella. All’ alba diraspiamo e a grano intero lasciamo che il nostro merlot inizi a fermentare. Rimontaggi frequentissimi, delestage e temperatura strettamente controllata accompagnano la fermentazione dei tre cloni di Merlot: UNO!

Mentre continuiamo i nostri assaggi delle uve, da un giorno con l’ altro, il clima decide di cambiare: passeggiamo tra i filari fino quasi a mezzogiorno in maniche di camicia! Il sole tiepido finalmente bacia i grappoli che respirano il loro tanto anelato settembre. E’ il turno della Garnatxa negra nella sua parcella franco-limosa esposta ai venti di sud-ovest o di maestrale, con gli olivi e gli oleandri che la controllano: la seguiamo, aspettiamo che le bucce spessissime si rilassino un po’ e i vinaccioli dimentichino i loro tannini verdi… il colore, come è proprio della Garnatxa, non è carico ma le sensazioni di frutta sono fantastiche. Adesso sí, è settembre sul serio: la nostra Garnatxa la vendemmiamo la mattina presto fino a che il sole lo consente, e poi dritti in cantina a cercare di lavorare i tre cloni per garantire che le bucce possano trasmettere al vino tutte quelle sensazioni di frutta rossa che ci regalavano in vigna. Rimontaggi al riparo dall’ eccessiva ossigenazione, macerazioni brevi e la corretta temperatura assicurano che ogni mattina aprendo la porta della cantina ci si potesse riempire i sensi di frutta rossa: DUE!

Nella valle, in una parcella ad alto contenuto di limo e di gesso, le nostre piante di Syrah allevate a gouyot lavorano infaticabili sotto il sole tiepido e accarezzate dalla brezza notturna del libeccio per far maturare dei grappoli dall’ aspetto perfetto. Hanno sofferto un po’ di piú il caldo torrido dell’ estate, ma le abbiamo aiutate: il diradamento a luglio è stato proprio mirato a garantire un equilibrio vegeto-produttivo durante la maturazione che potesse portare alla vendemmia di uve mature soprattutto fenolicamente. E ci siamo riusciti: i tre cloni di Syrah ci hanno risposto bene e le uve avevano tannini dolci e speziati, ed un’ intensità colorante delle bucce fenomenale. Lavorare il deposito di Syrah in fermentazione è stata una lotta preventiva alle macchie: a distanza di poche ore dalla pigiadiraspatura il colore del mosto era viola intenso e rimontaggio dopo rimontaggio assumeva riflessi sempre piú blu. Incredibile Syrah: TRE!

Dopo macerazioni brevi volte ad estrarre tutto il carattere varietale delle nostre uve, abbiamo svinato una per una le nostre varietá con una pressatura molto soffice.

Tre parcelle con tre varietà ciascuna con tre cloni: la diversità arricchisce!

Tre depositi con tre protocolli di vinificazione differenti: ogni varietà interpretata in modo differente e rispettoso!

Tre anime e tre interpreti di tutto il ciclo: dalla potatura al deposito!

1… 2… 3D3 !!!

In vino vivendo ... continua ...

martedì 28 agosto 2012

Notte Bianca 2012


Agosto: mese notoriamente caldo…  2012: un anno che si ricorderá in molti luoghi come decisamente caldo e secco...  vitigni bianchi: tendenzialmente precoci dove preservare gli aromi é essenziale...   economia ed ecologia: il freddo tanto caro alle vinificazioni ha un costo economico ed ambientale elevato...
   
Se mettiamo questi ingredienti in uno shaker e agitiamo bene ne esce la ricetta della Notte Bianca di BERNAVÍ: vino da vendemmia notturna manuale, sfruttando le notti estive fresche della zona!
Anche quest’ anno, il secondo consecutivo, ci siamo trovati a dover affrontare lo sprint finale della maturazione delle nostre uve bianche in condizioni climatiche decisamente estreme a livello di temperature e siccità. La decisione é stata rapida ed unanime: vendemmiamo durante le ore notturne. Ecco che dopo una cena frugale, ci armiamo di lanterne “mentali” (come le chiama Gino) e ci addentriamo tra i filari della nostra vigna chiamata “coster” di oltre 70 anni dove ci attendono dei grappoli d’ oro: la Garnatxa blanca é la regina della Terra Alta e nonostante le avversità ci regala acini dalla fragranza intatta, con un accumulo zuccherino importante ma che conservano un equilibrio perfetto.
Abbiamo vendemmiato per due notti con la calma e l’ attenzione che richiede questo che per noi é ormai un rituale. All’ albeggiare del secondo giorno di vendemmia ci siamo recati nel fondovalle, nella zona di semiombra pomeridiana dove il nostro Viognier ci aiuta ad interpretare questo terroir. Siamo in una zona prelitorale che ha alle spalle l’ inizio del massiccio centrale spagnolo: un altopiano mediterraneo di trasizione. Qui infatti il clima mediterraneo risente moltissimo dell’ influenza del clima piú continentale dell’ interno della penisola ed allora libecci si alternano a maestrali, caldi giorni estivi si alternano a fresche notti, calde estati lasciano il posto a gelidi inverni. Quest’ incontro tra estremi quasi opposti lo abbiamo voluto interpretare cosí, con la Notte Bianca, dove una Garnatxa mediterranea e tipica si sposa con un Viognier piú continentale che grazie alla sua plasticità ben si adatta ed esprime originalità in queste terre.
Le uve raccolte quasi con tenerezza alla luce delle lanterne, lavorando nel silenzio piú totale dove solo il vento sussurra e le stelle insieme alla luna ti accompagnano, le abbiamo portate all’ alba in cantina e le abbiamo pressate con tutta la cura che meritavano. Il mosto fiore aveva una temperatura di 18 gradi  ... portarlo a 15 per iniziare e mantenere una fermentazione rispettosa degli aromi é quasi uno scherzo!
Adesso la nostra Notte Bianca fermenta lentamente, liberando profumi di mela verde, pompelmo, banana, pesca...evoluzioni aromatiche che mi raccontano di una complessità in potenza molto interessante. Poi seguirà le lune e riposerà sulle fecce fino alla fine del prossimo inverno quando chiamerà la bottiglia.

In vino vivendo ... continua ...